Federazione politica o iniziativa civica

E’ fallita l’annunciata fase costituente della federazione dei gruppi civici di opposizione, alla quale avrebbero potuto partecipare tutte le forze politiche e sociali che non si riconoscono in questa amministrazione, con lo scopo di costituire una forza unitaria di opposizione e di alternanza nel governo della nostra città.
Il progetto è stato boicottato da più parti, ed oggi appare come il tentativo di costituire un gruppo “politico” di centrodestra; é evidente una resistenza dei partiti politici ad avviare una fase di cambiamento.
Ora partiamo con un progetto che si rivolge a tutti i cittadini di Vieste, indipendentemente dalla loro convinzione politica, da attuare nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa, aperto al confronto, all’approfondimento ed all’arricchimento .

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E’ ufficiale: il bilancio 2013 del Comune non sarà in pareggio.

Il Sindaco ha fatto approvare dalla sua maggioranza – lo scorso 13 settembre – il piano di rientro richiesto dalla Corte dei Conti a seguito dell’accertamento della mancanza degli equilibri di bilancio per gli anni dal 2010 al 2012.
Il piano di rientro approvato è stato predisposto in assenza delle prescrizioni previste dalla pronuncia della Corte dei Conti: completa e puntuale ricognizione della situazione debitoria in contraddittorio con il revisore insieme ad un’operazione straordinaria di riaccertamento dei residui.
La relativa proposta di delibera non contiene l’attestazione di esistenza/ripristino degli equilibri di bilancio, nonostante precisa richiesta fatta in consiglio.
I gruppi di minoranza hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale – convocato per il 4 ottobre – per poter modificare il piano di rientro, i cui contenuti sono insufficienti a garantire il superamento dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti.
Come per prassi consolidata presso il Comune di Vieste i consiglieri comunali di opposizione non hanno ricevuto la documentazione richiesta per approntare un piano di rientro credibile, né gli è stato permesso di svolgere le attività richieste dalla Corte dei Conti.
Di ciò è stato informato il Prefetto di Foggia.
Il risultato è stato quello di non far tenere il Consiglio comunale convocato dai consiglieri di minoranza, i quali in questa gravissima situazione si erano offerti di collaborare.
All’indomani dell’approvazione del piano di rientro – in data 27 settembre – il Dirigente del settore Bilancio ha diramato una circolare interna con la quale certifica che il bilancio 2013 in via di predisposizione non raggiungerà il pareggio. Lo stesso dirigente obbliga i responsabili dei vari servizi:
- a ridurre del 30% nell’ultimo trimestre 2013 tutti gli importi dei contratti in essere per mensa scolastica, gestione calore , trasporto pubblico, discarica, raccolta rifiuti, trasporto rifiuti, verde pubblico, canile, centro diurno disabili, S.A.D.I., etc;
- a non spostare nel 2014 le spese del 2013, in quanto secondo il principio di competenza del bilancio le spese 2013 non potranno trovare copertura nel bilancio 2014.
Sembra che verrà soppressa la tecnica e prassi consolidata di spostare le spese negli anni successivi, come da me richiesto sin dal 2007.
Inoltre, il 30 settembre è scaduto il termine previsto dal bando di vendita degli immobili comunali: non è pervenuta nessuna domanda. Il piano di rientro approvato dal Sindaco è basato sulla vendita dell’ex mercato coperto, per il quale era stato assicurato un grande interesse dei privati.
E’ evidente che il Sindaco ha fatto predisporre gli atti per potersi far approvare dagli ignari suoi fedelissimi un piano di rientro ben sapendo che lo stesso non aveva i requisiti necessari per assicurare un ritorno agli equilibri di bilancio.
Il pareggio di bilancio è un requisito essenziale per non incorrere nello scioglimento del Consiglio comunale.
Considerato che il Sindaco non permette ad alcuno di consigliargli come uscire da questa situazione, non gli resta che dimettersi per consentire ad altri (Commissario prefettizio) di porre rimedio ai danni causati e non portarci al dissesto.

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